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Recensione gioco: Trampled Flower

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Vorrei parlarvi di un piccolo progetto sviluppato con RPG Maker VX Ace, che secondo me merita un attimo di attenzione.
Il gioco in questione si chiama Trampled Flower ed è stato sviluppato da Rukomura (con la collaborazione di Meepy) nel giro di poco tempo.
L’autrice si è posta la sfida di ambientare l’intera vicenda in una sola stanza, gestendone quindi gli eventi e cercando di raccontarci una storia inquietante, che lascia molto alla libera interpretazione.
Forse fin troppo libera, però.
Il gioco non ha un reale gameplay ma si tratta solo di assistere a una successione di eventi che capiteranno alla protagonista, Quinn. Si basa sull’esplorazione della stanza, osservando e leggendo, per mettere insieme i tasselli che compongono questa storia.
Come prima cosa appare la schermata iniziale che purtroppo non è stata curata. Avrei preferito vedere un minimo di cura, come la presenza di un artwork o qualcosa che richiamasse ai fiori, per esempio.
Possiamo solo scegliere se iniziare la partita o caricarne una precedente (cosa però piuttosto inutile visto che il gioco dura solo 10 minuti circa e non ci sarà la possibilità, oltre che il bisogno, di salvare i propri progressi).

Subito dopo si viene catapultati nella stanza della protagonista. La grafica e il mapping risulteranno abbastanza semplici ma ben curati, con un’atmosfera che aiuta a immergersi in quella notte silenziosa. Ed è bene tener conto del fatto che le risorse son state create dalle autrici.

Successivamente si può cominciare a esplorare, per addentrarsi nella breve narrazione.
Interessante sarà scoprire la presenza di più finali, ma quasi tutti arriveranno a ottenerne specialmente uno, in quanto per sbloccare gli altri bisogna compiere delle azioni particolari ed evitarne delle altre.
Ciò in cui fa perno questo gioco non è lo spaventare (a esempio sono assenti i jumpscare) ma lasciare addosso un senso di inquietudine.
Forse io sarò un po’ di parte, ma trovo questo tipo di progetti sempre molto interessanti.
Saranno di grande aiuto i piccoli artwork e il video realizzato, per farci immergere di più nella breve esperienza.

Quindi, nonostante sia solo una “prova” (la sfida era proprio di ambientare tutto in una sola stanza), considero questo progetto degno di essere preso in considerazione. Secondo me nasconde del potenziale, che potrà essere sfruttato e ampliato.

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